Principi di base del Carry Trade

Il Carry Trade consiste nel rendere redditizie  le differenze di tasso d’interesse tra le due valute di uno specifico cross. Praticamente il principio è di investire in una valuta a basso tasso d’interesse per poi piazzare questi fondi su una valuta che ha un tasso di interesse più forte.

Prima di entrare nel dettaglio riguardo al carry trade, è meglio ricordare che i differenti tassi d’interesse vengono fissati individualmente dalle grandi banche centrali e che i criteri di decisione di questi tassi variano fortemente da paese a paese. Potete tuttavia consultare questi tassi in tempo reale nei siti di tutti i buoni broker.

Ogni cambiamento di tasso d’interesse delle grandi valute viene del resto largamente diffuso dalla cronaca economica e potete conoscere le date importanti delle riunioni di politica monetaria consultando un calendario economico.

L’applicazione del carry trade può sembrare elementare ma, come per tutte le strategie di trading, richiede una certa conoscenza dei mercati e una buona anticipazione delle tendenze.

 

Come effettuare un Carry Trade?

Quando scegliete il cross sul quale volete effettuare il vostro Carry Trade, dovete orientare la vostra scelta in funzione dei tassi d’interesse di ogni valuta. La valuta che presenta il più debole tasso d’interesse viene chiamata “valuta di funding” mentre la valuta che ha il più alto tasso viene denominata “valuta Carry Trade”.

Si constata che globalmente la valuta di funding preferita dagli investitori è lo Yen. In effetti, per problemi di competitività nelle esportazioni che sono la principale fonte di entrate per il Giappone, la banca centrale giapponese conduce, da diversi anni, una politica di mantenimento dei tassi d’interesse a livelli molto bassi. È in effetti la sola valuta il cui tasso d’interesse è vicino allo zero (attualmente 0,1%). L’Euro, con dei tassi d’interesse prossimi al 4%, rappresenta invece un’eccellente valuta di carry.

 

Precauzioni particolari nel Carry Trade

Attenzione, non dovete prendere posizione su un carry trade in un momento qualunque. In effetti gli indicatori di tendenza giocano qui un ruolo fondamentale poiché l’utile registrato dal differenziale dei tassi può facilmente essere schiacciato dalle perdite generate da una tendenza troppo forte. Bisogna quindi seguire attentamente l’andamento del vostro cross in modo che la vostra chiusura di posizione non provochi un deficit.

L’ideale è di scegliere un periodo di stabilità che limiterà fortemente i rischi corsi o un periodi di tendenza favorevole che aumenterà ancora i vostri benefici.

Un’altra precauzione da prendere è di verificare in maniera scrupolosa gli spread praticati dai broker. In effetti in certi casi, e se il vostro investimento non è abbastanza significativo, l’ammontare degli spread fatturati sulla vostra operazione finanziaria può diminuire, se non fagocitare, il vostro guadagno.

Per premunirvi contro queste spiacevolezze è quindi essenziale sorvegliare da vicino i livelli di volatilità, le spese applicate dai broker ma anche e soprattutto disporre di un capitale molto importante. Il Carry Trade è in effetti riservato ai trader che dispongono di un fortissimo capitale d’investimento perché può capitare che si riveli troppo poco redditizio sul lungo termine.

Infine, le operazioni di Carry Trade devono essere realizzate il più rapidamente possibile per evitare ogni cambiamento di tendenza, e quindi possibili perdite, ma può anche essere utilizzato nella direzione della tendenza per aumentare ulteriormente i guadagni.

 

Approfondimento: https://www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/valute/operazioni-finanziarie-valute/carry-trade/currency-carry-trade.htm

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