Secondo una immagine alquanto diffusa fra i risparmiatori investire in borsa equivale, in una certa misura, ad effettuare una puntata alla roulette del più vicino casinò oppure a scommettere su di un cavallo qualsiasi alle corse del week-end: stante la dinamica (pseudo) casuale delle quotazioni azionarie sarebbe sufficiente "puntare" turandosi il naso su uno dei titoli presenti sul listino ed aspettare che i prezzi inizino a salire.

Gli esperti di finanza sanno che, purtroppo, non è così. Se è vero infatti che le variazioni dei prezzi seguono, a volte, una logica di "random walk", è anche vero che la moltitudine di strumenti forniti dagli studiosi agli operatori nel corso degli ultimi decenni permettono un maggiore controllo dei rischi ed una più efficiente allocazione del risparmio.

L'apparente facilità di interpretazione delle informazioni fornite da alcuni di questi strumenti ai loro fruitori può senz'altro essere annoverata fra le cause che, spingendo i risparmiatori ad acquisti sempre più "irrazionali" che auto-alimentavano aspettative di crescita infinita ovviamente smentite, hanno generato la "bolla speculativa del millennio".

In un tale contesto si è potuto assistere alla diffusione presso i piccoli risparmiatori della "passione" per uno strumento che se usato con le opportune cautele può fornire interessanti suggerimenti in merito alle scelte di allocazione del risparmio: l'Analisi Tecnica.

 

Ma che cos'è l'Analisi Tecnica, in particolare l'Analisi Tecnica Grafica?

 

Fornire una risposta sintetica a tale quesito sarebbe, più che difficile, pressoché impossibile stante la vastità di pubblicazioni inerenti l'argomento e la notevole divergenza di opinioni in seno ai diversi gruppi di "Analisti". Appare opportuno, quindi, concentrare l'attenzione su pochi, fondamentali concetti e cercare di renderli nella maniera più chiara possibile onde favorirne la comprensione presso il lettore.

 

Nel prosieguo (approfondimenti nella sezione " blog") ci concentreremo, dunque, su alcuni aspetti di base di questa disciplina quali:

 

• Individuare i fondamenti teorici e le giustificazioni pratiche dell'Analisi Tecnica, con particolare riferimento all'Analisi Tecnica Grafica;

 

• Dimostrare le potenzialità di utilizzo quale strumento di supporto per il Trader.

 

L'Analisi Tecnica Grafica ha un padre dal nome illustre: Charles Henry Dow, fondatore del Wall Street Journal, che negli editoriali apparsi sullo stesso giornale gettò i fondamenti della disciplina, poi portata a completa formalizzazione dai suoi successori W. P. Hamilton e R. Rhea.

I concetti più importanti introdotti da Dow sono essenzialmente tre. In primo luogo egli affermò che i prezzi si muovono in trend. Ciò equivale a dire che il mercato è inefficiente o meglio che è efficiente, secondo le ipotesi di Eugene Fama, solo nella forma semi-forte e che, quindi, i prezzi azionari includano non solo le informazioni pubbliche "reali" come i profitti della società ed i dividendi destinati agli azionisti ma anche gli "umori" dei risparmiatori, basati per lo più su "rumors" e aspettative irrazionali.

In secondo luogo Dow propose due diverse classificazioni del concetto di trend.

La prima, a carattere definitorio afferma che il trend può essere:

 

1. Crescente, se i minimi (e i massimi) sono allineati in senso crescente.

 

2. Decrescente, se i massimi (e i minimi) sono allineati in senso decrescente.

 

3. Neutro o Laterale, se i minimi o i massimi sono allineati in maniera piatta.

 

La seconda classificazione, basata sull'osservazione della dinamica dei prezzi azionari nel medio-lungo termine afferma che è possibile individuare:

 

1. Un Trend Primario, a durata superiore all'anno, che esprime l'orientamento di fondo del mercato e può essere osservato su serie di durata pluriennale;

 

2. Un Trend Secondario, di durata compresa fra le tre settimane e i tre mesi, che si configura come una correzione del trend primario;

 

3. Un Trend Terziario, di durata inferiore alle tre settimane, che rappresenta una "pausa" nell'ambito del trend secondario.

 

Secondo la teoria di Dow la prova dell'inefficienza del mercato è proprio nelle fasi piatte, cioè senza trend, che egli chiama di accumulazione: in questa fase, infatti, il prezzo è tenuto forzatamente alto o basso dagli operatori i quali, dopo aver fatto incetta di titoli (fase piatta "bassa") o aver venduto i titoli (fase piatta "alta") lasciano uscire le informazioni per generare il trend (rialzista o ribassista) ed ingannare, così, i piccoli risparmiatori, il cosiddetto "parco buoi", i quali acquistano a prezzi elevati e vendono a prezzi bassi.

 

Infine, Dow affermò che affinché le ipotesi fatte siano supportate dall'evidenza empirica è necessario che il trend sia supportato dai volumi scambiati: questi ultimi, in pratica, devono crescere nelle "fasi di movimento" e devono mantenersi sostanzialmente stabili nelle "fasi di stanca".

 

Approfondimento: https://www.tradingsimple.net/pdf-trading-dal-web/analisi-tecnica/

Analisi Tecnica